sabato 2 febbraio 2008

aqui esta




Aqui esta, mejorando y muriendo,,,
esta en las manos de DIOS,,,
y quiere vivir y morir,,,

Dolor de ver como se apaga,
remordimiento de no saber
perdir perdon,,,

Te AMO esa es la unica verdad,,,
Son tantos sentimientos que albergan
en mi pecho, tanto amor tengo
hacia vos que me ahogo en llanto
y no puedo ni sentir, es un dolor
tan grande el que tengo, que no hay
letras que escribir, nunca he sentido esto
nunca pense que me dejarias, y se que
la vida tiene que continuar,,,

Es un egoismo que duele, que
desgarra el alma, pero como dejarte ir
si te AMO,,,

MADRE eres lo mejor de mi vida,
vos y mis hijos e nietos son mi vida
sin ustedes yo muero,,,

Hoy llora el alma y es una tristeza
que en este amanecer tan hermoso
que un mar se este secando,,,

MADRE TE AMO,,,
QUE DIOS TE BENDIGA,,,
NO ME DEJES,,,

M@R,,,


venerdì 1 febbraio 2008

Il primo bacio

" Le promesse in amore....
sono come sabbia
buttata dentro
il vortice del tempo."





Infatti meglio un bel bacio, come fa questa cagnetta col suo neonato. Il primo!

martedì 29 gennaio 2008

Radio Maria e il dono dell'ubiquità

Di corsa per arrivare al lavoro, passo nei pressi di una scuola media inferiore (parificata).
Noto una signora che da una specie di pulmino fa scendere almeno tre ragazzini.
- Oggi nessuno di voi deve essere interrogato?-
Vocine stridule che fanno a gara per essere incoronato il più fortunato del giorno: quello che ha più interrogazioni.
- E non abbiamo sentito Radio Maria?-

Ora: a prescindere dai gusti religiosi e non, perchè non insegnare ai bambini, adulti di domani, che se vogliamo superare un ostacolo è inutile sperare stando con il naso per aria (o con la testa fra le mani), che tanto non ci sarà nessun dio a suggerirci la risposta giusta passandoci il bigliettino sottobanco.

HOY


HOY,,,

Hoy descubrí que la vida es hermosa,,,

Hoy descubrí que soy feliz,,,

Hoy descubrí que hay tiempo,,,

Hoy descubrí que todo continua,,,

HOY SOY YO,,,
GRACIAS DIOS.

M@R,,,

domenica 27 gennaio 2008


a menudo la vida nos trae por un camino que no preveíamos, y el dolor nace, y a menudo todo lo que escribimos y hacemos parece una batalla para ganarse el cariño del otro, y así es, y uno se deja llevar por su niño y por su desamparo y hace reproches, sin darse cuenta de que el reproche hace más daño que el silencio

la vida es una tormenta, vivir es una tormenta, estar vivo es una tormenta, escribirse es una tormenta, querer que te quieran una tormenta, y los demás hacen lo mismo que uno: se dejan llevar por lo que sienten, y raramente hay manera racional de lidiar con eso, la disculpa más extensa es inútil, la carta más amable es inútil, si antes has creado un sentimiento de rechazo con una actitud precipitada, la salvación en el cariño de la otra persona se ha alejado un paso más, y sin embargo te sigues diciendo: hazlo, haz lo que sientas, desahógate, ese es el camino, tu niño que hace reproches también es el camino, aunque duela, déjate llevar por lo que la vida de dentro te dicta

lo más poderoso del universo es el aire, el aire es el espíritu, que sople y nos lleve, que me lleve a ti




(c) del texto: santiago tena, 2008

sabato 26 gennaio 2008

ESE DIA LLEGARA

CRUZAR ESA PUERTA
NO ES MIEDO.
PENSAR EN LOS QUE QUEDAN
ATRAS, ES TRISTEZA.
MIRAR LO DESCONOCIDO
ES IMPOSIBLE.
REGRESAR DEL PASADO
Y HACER MEJOR EL HOY
NO HAY TIEMPO.
ESE DIA LLEGARA
Y NO QUIERO ESTAR.
NO ES MI PARTIDA,
Y MUERO DE PESAR.
Y QUIEN SABE CUAL DE
LAS DOS SE VA.
MIEDOS EN SILENCIOS
TORMENTOS EN UNA
MENTE, SENTIR MORIR
Y QUIERO VIVIR,,,
M@R,,,

Al lavoro! "Figlio della Luna"



Eccomi qui con mia figlia piccola Virginia, al lavoro! Lei con i compiti e io con i miei Racconti. Non posso dire di avere una perfetta concentrazione così, ma oramai mi sono abituata, sono diventate fonte d'ispirazione! Escono fuori anche delle belle storie, apprezzate dalle riviste del web, come questa....

FIGLIO DELLA LUNA

Venivo da Milano e facevo l'attrice. Gli affitti non erano alla mia portata, approfittavo delle amicizie. Quella volta capitai in vicolo dei Serpenti. La sera che arrivai, mi accolse frettolosamente, mi fece vedere il letto e urlò che non c'era niente da mangiare. Sbatté la porta. Buttai la borsa sul letto e andai ad aprire il frigo. Due uova sode, una ciotolina di patate lesse, uno yogurt. Anche se avessi potuto, non mi sarei fatta deprimere ulteriormente. Decisi di andarmi a comprare una pizza. Nel vicolo notai subito sporcizia, siringhe, bottiglie e il cassonetto stracolmo. Le facce rovinate dall'indigenza, le donne, per lo più, puttane. Mi preoccupai dei miei ritorni a casa. Mi feci fare una pizza tonda. Il pizzaiolo mi raccontò del solito parente trasferito a Milano. Sì lo so, Milano si odia e basta. Presi la pizza e andai a mangiarmela a casa. Era poco illuminata, due finestre davano sul vicolo, mentre quelle della cucina, su un piccolo cortiletto interno. Dalla cucina assistetti alla scena. Lui la insultò, lei si difese piangendo, lui le tirò uno schiaffo, e lei gli sputò in faccia. "Puttana, questo non è mio figlio!". Lei aveva un neonato in braccio. Lui negava, accusava. "E' biondo, troia!". Lei si agitava, noncurante del bambino, lo avrebbe gettato dalla finestra. Lui approfittò e le affondò la lama di un coltello nella pancia. La pizza mi cadde per terra, altri vicini si affacciarono e cominciarono ad urlare: "Chiamate la polizia, un'ambulanza! Io, completamente nel pallone, frustrata, arrabbiata. La notte passò insonne, molta gente, macchine della polizia, ambulanza, interrogatori. La mattina dopo, scesi per andare a bere un caffé, ero molto stanca, la strada era tornata silenziosa. Guardai il cassonetto, svuotato, come il cuore di quel bambino.