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martedì 22 gennaio 2008

Oda a las aguas de puerto di Pablo Neruda

Nada del mar flota en los puertos
sino cajones rotos,
desvalidos sombreros
y fruta fallecida.
Desde arriba
las grandes aves negras
inmòviles, aguardan.
El mar se ha resignado
a la inmundicia,
las huellas digitales del aceite
se quedaron impresas en el agua
como
si alguien hubiera andado
sobre las olas
con pies oleaginosos,
la espuma
se olvidò de su origen:
ya no es sopa de diosa
ni jabòn de Afrodita,
es la orilla enlutada
de una cocinerìa
con flotantes, oscuros,
derrotados repollos.
Las altas aves negras
de sutiles
alas como punales
esperan
en la altura,
pausadas, ya sin vuelo,
clavadas
a una nube,
independientes
y secretas
como
liturgicas tijeras,
y el mar que se olvidò de su marina,
el espacio del agua
que desertò
y se hizo
puerto,
sigue solemnemente examinado
por un comitè frio
de alas negras
que vuela sin volar,
clavado al cielo
blindado, indiferente,
mientras el agua sucia balancea
la herencia vil caida de las naves.

venerdì 30 novembre 2007

Astianatte


Ora tu stai partendo e il tuo bambino

Dato sotto quel platano alla luce

Lo prenderai con te.

Fu un giorno di strepitanti trombe,

Di armi incandescenti. Sopra il verde

Specchio d'acqua, colanti di sudore

Erano chini i cavalli, le narici

Liquide nella vasca si tuffavano


Gli ulivi con le rughe dei nostri padri

Le rocce con la mente dei nostri padri

E del nostro fratello entro la terra

Il sangue di vivente erano gioia

Piena di forza, un'armonia sovrana

Per anime che sapevano

Essere la propria preghiera


Ora che parti e che del compimento

Il giorno è sorto, e che ciascuno ignora

Chi ucciderà, come verrà la fine,

Con te prendi il bambino che ti nacque

All'ombra di quel platano: maestri

Gli siano gli alberi.


Questa poesia, Astianatte, di Giorgio Seferis, del 1934, è stata tradotta dal greco in Versi italiani da Guido Ceronetti in occasione del Matrimonio di Daniela Rindi e Paolo Severi il 19 marzo 1994, e stampata a mano in unico esemplare.